Rosario Vesco

Rosario Vesco
note critiche e recensioni
Con grande capacità tecnica e al tempo stesso con semplicità, con un linguaggio piano che non disorienta lo spettatore, Rosario Vesco racconta una realtà fatta di immagini, segni e olori che alla tentazione antropologica e documentaristica sostituisce la Poesia, che diviene così la grande protagonista, la lingua con cui si esprime per raffigurare scene quotidiane, quasi istantanee, come foto di un0innamorata lontana, della sua amata Sicilia
Beppe Palomba
Dal Catalogo del Premio ArteCapri 2008


Rosario Vesco pittore di origini siciliane, vive e opera in provincia di Milano. Artista figurativo realista fa parte del gruppo artistico-culturale" Contenitore di Emozioni", infatti e sue opere ultimamente sono state esposte (insieme al gruppo) a Milano presso la galleria d’arte “Spazio Lattuada” e hanno riscontrato interesse sia da parte del pubblico che della critica, saranno esposte anche nel mese di maggio 2007 presso la sala consiliare del comune Città di Baveno. La tecnica usata per i suoi lavori è l’olio su tela oppure su compensato o multistrato, variano i supporti ma nelle sue opere è l’olio che fa da padrone; egli ama una tecnica tradizionale così come la rappresentazione dei suoi soggetti pittorici , realizzati però con una pennellata personale una “calligrafia” che li caratterizza. . La sua tavolozza è inconfondibile, fatta di colori caldi, di "tocchi" dolci e penetranti così come i personaggi raffigurati nelle sue opere. Le sue tele appaiono a chi le osserva come una sorta di album fotografico intimo e personale fatto di ricordi e di rimembranze “antiche” e l’osservatore viene guidato da Vesco a riscoprire gli “antichi” valori, quelli semplici e sinceri, quali: i mercatini rionali che ci fanno vedere persone in canottiera intente al lavoro , le sue nature morte raffigurano i prodotti della sua terra: la Sicilia, bella, ricca e generosa.
Raffaele De Salvatore
Pubblicata sulla rivista EuroArte Maggio-Giugno 2006


Rosario Vesco, un pittore con l’animo da poeta. Leggere un quadro , a volte, è sentire un’emozione ,una frase magica che vola via sul colore della tela. Ed è questa emozione che suscitano i quadri di Rosario Vesco, un pittore con l’animo da poeta. Il segno gentile del tratto , la pulizia dei colori , la luminosità contenuta e intima della rappresentazione inducono a riflettere inconsciamente , a tornare al passato per riagganciare le emozioni di un tempo. Chi di noi ha visitato il villaggio di Crespi Morbio, con le sue bianche case perfettamente ordinate, ricorda in maniera indelebile il simbolo della fabbrica legata all’uomo e dell’uomo alla fabbrica ,come se tutta la vita dovesse avere senso e svolgersi negli spazi comuni e privati che connettono lavoro e famiglia negli stessi luoghi. La delicatezza del tratto di Rosario Vesco nel suo acquerello dedicato a Crespi ci ha trasportato in quel mondo fatato, distante anni luce dal mondo di oggi, dove tutti cerchiamo di coniugare lavoro e famiglia secondo altri schemi , altri metodi privati, che rilegano l’ambiente di Crespi al fondo di un’utopia impossibile . Eppure, la poesia del colore narrato da Rosario Vesco, col suo tratto gentile, che inventa case da alberi e alberi da case , dove spunta d’incanto il camino della fabbrica, come fosse l’albero più grande, in un continuo spazio-temporale senza fine, ci proietta in un mondo di valori sognanti , dove tutto è possibile , anche vivere, lavorare e amare in quelle case bianche, simbolo di purezza e candore, con i dolci affetti della casa che prevalgono sulle fatiche dure del lavoro.
Santi Epasto


Suggestivo è passeggiare lungo i tornanti e le vie ciottolate della Sicilia. - Toccar con mano le antiche tracce per poterne delineare, con colori e sfumature, ogni essenza. - Percorrere coi sensi per poi poter sostare. È questo ciò che fa il nostro artista e ciò che ci induce a fare: sostare - con meticolosa devozione nell’anima della sua Sicilia – rendere vividi i momenti echeggianti d’antichi sapori e mestieri! Danzano nelle sue opere le svariate forme connesse l’una all’altra su diversi livelli e movimentate da mattoni rossi, non sempre lineari; forme incorniciate da brevi scale di pietra, da muri muschiati ricoperti dall’intrigante edera o dai roseti rampicanti. Sono incantevoli le dimore sugli sfondi di austeri profili naturali e selvaggi! Un mix d’essenze è rappresentato dove il passato rinviene magnificamente anche nelle superfici del caldo legno degli arredi screpolato dal tempo. Dettagli – per non interrompere il flusso delle emozioni! Sono raffigurate briciole di vita all’ombra d’un vulcano basaltico, che ogni giorno soffia improbabili nuvole bianche contro l’azzurro del cielo – a due passi dai luoghi più affollati della costa - dove regna antica e bella l’anfiteatrica oasi segreta Tauromenion, spalancata su viti, mandorli e sugli agrumeti dai colori eccentricamente dignitosi.
Giovanna Turiano
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte I


Nell’arredo delle case primeggiano: portali al vento di stoffe damascate fra i bizzarri arabeschi del soffitto e delle pareti – l’angoliera, il divano ricoperto dalla coperta a fiori, e per sedersi, gli scanni di ferla e le sedie incordate. Atmosfere pregne di fascino senza tempo sostano all’ombra dei fichi d’india e degli agavi striati. Sulle terrazze i vasi di basilico e di menta fresca per tirare su col naso ogni volta che si vuole un po’ d’estasi. Tratti e colori riproducono un bouquet naturale dando vita a un morbido rupestre; tratti evidenziano quello che c’era – quello ch’è stato e che ancora, per fortuna non si dimentica. I magazzini, le masserie, i depositi degli attrezzi, l’arte averi e propri spettacoli mozzafiato! – Caratteristiche sono le bancarelle sulle carriole senza ruota colme di peperoni e melanzane – fra odori e fragranze della terra. Sapori, mielati dal sole di ogni stagione, stesi sugli scanni e sui vimini intrecciati e poi, sui tavoli e alle pareti s’atteggiano le “loro maestà”, la gattopardiana porcellana bianca e la ceramica, signora da secoli.
Giovanna Turiano
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte II


La ricca rappresentazione delle nature morte, tratte dalle mensole di umili buffet, è espressione di alta arte pittorica mista a pazienza e passione ed è pervasa da un nobile lirismo da cui trapela l’animo immensamente poetico dell’artista. Il gioco dei riflessi che scaturisce dall’accostamento della frutta ai fiori e viceversa agli oggetti come casualità - cela sapienza, accuratezza nella ricerca d’una semplicità schietta e raffinata. Eccellenti sono anche i contrasti negli ambienti tra il verde muschio, il rosso porpora e il bianco dei copritavolo e dei copriletto lindi. E’ regale il trepitio di sfumature fra i broli dell’antica Panormus e le costruzioni solide d’una massa rosa e d’ocra, incastonata come gemma nelle roccia, per la quale fa da cornice, l’azzurro del mare di Cefalù. Tutto sembra morescamente antico, ma è reale per la felice combinazione di raffinate casualità. La circostanza di sbiadite gradazioni cromatiche sottolinea nella veridicità delle essenze, l’ingenuità del tratto ammorbidito, e svela la grandezza delle piccole cose pregiandone ogni ambiente.
Giovanna Turiano
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte III


Contorni d’ocrazzurro ci conducono ad estasianti e poetiche pervinche. E’ tutto un continuo catturare e rimandare la luce al suo posto nel momento giusto, dove più abbisogna ai sensi. V’è superbamente rappresentato il perfetto equilibrio fra buio e luce, fra oblio e presente. Sono catturati in modo esemplare dal nostro artista, gli effetti di risultati cromatici inattesi, insiti nella più bella “gemma” del Mediterraneo; trapela dalle sue opere una raffinata esplosione di colori corposi e vellutati – v’è quell’arabesco celato che seduce! Filo conduttore di tutte le opere è il gioco di poetici rimandi che attrae gli occhi di chi guarda. Persino dalla teatralità della “riccioluta” messa in scena della vita s’innalza un delicato e corposo lirismo che va dal passato al presente. Tutto ha una grazia squisitamente silenziosa! Dopo un anacoluto pellegrinare attraverso le opere del nostro artista, fra i colori tipici delle tradizioni – dato che sono forti le suggestioni che s’innalzano se si guarda in fondo all’anima dell’isola dopo avervi sostato – allora si va – fra i suoi tornanti biondi a rimbambire i sensi.
Giovanna Turiano
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte IV


Mi è sembrato davvero molto curioso che un pittore di casa nostra, un siciliano, da qualche decennio emigrato fuori dall’Isola per ragioni di lavoro in quanto docente in scuole superiori, si potesse occupare di pittura e teatro, contemporaneamente. Lo stupore è subito scomparso quando ho scoperto casualmente che l’artista, autodidatta a partire dall’adolescenza, non dedicava la solita tela a qualche personaggio impegnato a recitare sul palcoscenico. Ho capito che la sua produzione pittorica era diventata organica e notevole perché l’interessamento per il fatto teatrale, culturale e di spettacolo doveva inquadrarsi nello “spettatore innamorato” che segue, con interesse e passione, l’attività dei gruppi teatrali amatoriali, alcuni dei quali, presenti nella sua terra natìa, hanno raggiunto livelli di grande professionalità, in termini di impegno quasi professionale, di risultati acquisiti direttamente sul palcoscenico e di unanimi consensi tra pubblico e critici. Stiamo parlando di un pittore, Rosario Vesco, siciliano, con origini messinesi Militello Rosmarino), e di un’associazione culturale, “Teatro Amicizia Allavam” di Ribera, che sono diventati in pochi anni un binomio quasi inscindibile, che si completano a vicenda.
Enzo Minio
LA PITTURA TEATRALE DI ROSARIO VESCO - Estratto dalla pubblicazione sulla rivista Boè - Marzo/Aprile 2006 - Ia parte


Rosario Vesco tiene a precisare che non ha mai voluto essere un pittore di barche, non un pittore che graffia, che confonde i propri soggetti, che gioca sull’astrazione. Non vuole dare della sua Sicilia un’immagine di comodo, quella dei contadini o dei minatori distrutti dalla fatica sono immagini di tempi passati che non sono da rimpiangere. Il pittore ha una concezione aristocratica, ideale, dell’arte e non ama chiamare “quadri” le sue opere perché nascono come spirito, come pensiero. Le tele, tutte rigorosamente ad olio, che Vesco ha dedicato fino ad oggi al teatro, sono un paio di dozzine, non sono nate per essere oggetto di commercio, nascono per l’animo e i sentimenti del pittore stesso che da’ loro vita, come creature che si affacciano per la prima volta al mondo. Di recente alcune opere della sua produzione “teatrale” sono state esposte in collettiva a Roma sia presso il teatro Flaiano, presso il Centro Culturale Egiziano dell’ambasciata d’Egitto, che ad Amalfi. La tematica della vita essenzialmente siciliana è stata al centro di una mostra di pittura personale che Vesco ha tenuto qualche anno fa a Cologno Monzese.
Enzo Minio
LA PITTURA TEATRALE DI ROSARIO VESCO _ IIa parte


Gli autori di teatro, ai quali l’artista ha rivolto una particolare attenzione, sono stati Feydeau, Pirandello, Scarpetta e di recente anche Ibsen, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte. Degli autori di teatro Vesco non è un esperto, bensì un fruitore. Si pone ad ascoltare le loro opere, i loro messaggi come un bambino felice il quale, anche se sta per essere rappresentato un dramma, sa che in fondo di tratta di un gioco, di un momento per imparare e per crescere. E in quel momento, Rosario Vesco, dimentica di essere ingegnere, insegnante, pittore. Da bambino cresciuto, il pittore si accorge di avere davanti a sé una recita, riconosce i grandi autori e i bravi attori, le sapienti regie, coloro che lo fanno sognare. E dipingere è il suo modo di sentirsi in armonia con i grandi doni che tali persone chi offrono, disinteressatamente, giorno dopo giorno.
Enzo Minio
LA PITTURA TEATRALE DI ROSARIO VESCO _ IIIa parte


Teatro, puro teatro, rappresentazione di storie, piccole e grandi, di momenti vissuti o solo immaginati, frutto della fantasia di un pittore che è autentico drammaturgo, capace di infondere vita e veridicità a figure e ambienti evitando con eleganza la trappola del facile bozzettismo.
Beppe Palomba
Dal catalogo della mostra “ARTEATEATRO” ROMA – Teatro Flaiano - 25 - 28 Gennaio 2006


"A Cologno nozze tra poesia pittura - Protagonisti due insegnanti vimercatesi" Due insegnanti nella vita, due artisti, appena smessi i panni degli educatori. E' la vicenda di Giovanna Turiano quarantacinquenne insegnante alle elementari di Bellusco, ma residente a Vimercate e Rosario Vesco, residente a Oreno, cinquantaquattrenne docente di elettronica e telecomunicazioni all'"itis" di Vimercate. Entrambi di origine siciliana , con il vizio della penna lei, con quello del pennello lui, hanno deciso di unire le forze. L'occasione é data dalla personale, "Real World", di Vesco che sarà inaugurata sabato prossimo, 13 marzo, alle 17, a Cologno Monzese nella Villa Casati di via Mazzini 9. Proprio in occasione della vernice, verrà letta l'ultima poesia (pubblicata qui a fianco per la prima volta, ndr) di Giovanna Turiano, "Mondo reale", assieme ad altre composizioni della scrittrice legate al tema della mostra. L'esposizione, che conta una quarantina di dipinti ad olio, che abbandonano il tradizionale tema naturalistico, tipico di Vesco, per parlare dei rapporti di coppia, delle gerarchie sociali, della famiglia. La mostra sarà aperta fino al 1 marzo.
Gabriele Ticozzi
"Il Giornale di Vimercate"


Mi piacerebbe, stasera, aprire il gentilizio d’inaugurazione della mostra di Rosario Vesco ricordando Paul Eluard, esponente della letteratura francese, vissuto nella prima metà del ‘900 e definito dai critici il poeta dell’immediatezza. La sua poesia é un continuo “portare alla luce la coscienza umana” la sua poesia è chiarezza. Ecco le ultime battute tratte dalla prosa “La poesia è contagiosa”. “Nessuno ha bisogno di nascondersi – nessuno ha bisogno di mentire, - non c’é più nulla da rubare, - non c’è più niente da rinnegare. Non ci sono più intellettuali, né operai manuali per stimarsi o disprezzarsi a seconda che abbiano le tasche vuote o piene da scoppiare. – Il passato è un uovo rotto, - il futuro un uovo da covare, il presente invece è il mio cuore e il suo è un ritmo eterno”. Un ritmo eterno nel mondo reale - ... cos’è il mondo reale per Rosario Vesco? E’ un viaggio nell’essere – nelle cose che cambiano persino i sentieri dell’armonia – di “quell’armonia imbottita di smanie fino a perdersi nei lunghi viali dell’infinito”.
Giovanna Turiano
"Mondo reale" a cura di Giovanna Turiano Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte I


Il nostro artista volge il suo sguardo sui viali del mondo, del mondo per quello che realmente appare, comprese le innumerevoli e sottese sfumature velate d’oblio. Sui viali dell’infanzia, della giovinezza, tenerezze prima confuse poi spaventate s’alternano - ...ed eccoli pronti, lì, tatuati nell’anima avanzi in qualche spicchio di sole e di facce bianche o vermiglie d’ira e d’amore! - Lo sguardo si modifica in linguaggio, quel linguaggio che unisce, momenti e mutamenti. – E’ il linguaggio delle sensazioni, decisamente! - ...e le sensazioni si colorano, sfumano, sbiadiscono a volte – ma tale linguaggio coinvolge soltanto colui che sa “sentire”, che sa “custodire”, solo così il mistero, l’incanto diventano fiori sparsi su ogni viale. – Che meraviglia! E il dolore? – Al dolore spesso s’accosta la bellezza nella nudità del corpo “lacci inspiegabili, libere vibrazioni, inconfondibili – incontenibili, antichi passi sono le forme e le membra”! Esplorare! Rosario lo fa ormai da tanti anni. Il suo è un continuo cercare e ricercare, vedere e rivedere – Un’analisi continua di sagome accostate – distese – avvinghiate l’una all’altra, profumate dal lieve soffio dell’aria. – Cercare – senza tregua – persino nell’istante irrepetibile le cause profonde d’ogni conflitto, le incognite del nostro tempo!
Giovanna Turiano
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte II


Teste di terracotta – palpebre spesse – corpi di pietra e mentre i colori si amalgamano, la Musa é inquieta, la Musa – la Musa pensante, suggeritrice al di là di codici obbligati – e tutto brama, arde e a volte tutto è un dolcemente inesploso – come un’epifania! Non c’é stasi! Nessuna espressione sfugge, nessun movimento! Il nostro artista interpreta e traduce i “duri ciottoli” sparsi su ogni viale; l’accadere di questo o di quell’evento. Le sue mani: eleganti farfalle intente a permeare “questa vita dai vicoli lunghi e stretti, dai giorni lisci e spinosi, striati come foglie d’agave”. Tutta l’opera è decisamente affascinante, coinvolgente! – S’innalza da essa un discorso amorevole, delicato, tenero, destinato ad ispessirsi nel mondo reale. Coni d’ombra sono rischiarati, portati alla luce – ogni immagine canta lo stridore del giorno così com’é, senza fronzoli, nella sua titanica essenza. In punta di piedi Rosario entra nell’anima del mondo per sentire il suo cuore. – Anche il ricordo più antico ha un’anima, sì, il ricordo! “Antico ricordo senza tramonto nella mia mente spunti come l’alba!” Tutto si trasforma in immagini, tutto!
Giovanna Turiano
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte III


Jung ci dice che: “il pensiero per immagini è primario” ... mentre molto prima Paracelso asseriva: “il linguaggio non é nella lingua ma nel cuore”. E’ nel cuore che si trova la verità! – La verità che ci arriva dal silenzio, dal di là di esso: “al di là del silenzio, dal cuore, taciturni accenti della verità.” Abbiamo bisogno di verità – è necessaria, basta saperla individuare, questo è il punto! La verità quindi, come necessità – necessità epistemologica – come modo di sentire i sensi per poi poter arrivare dritto nell’anima del mondo. La verità fa bella la notte, la stella più lontana, il precipizio più profondo, il nero abisso, la goccia, il vetro rotto. E’ questo l’obiettivo prefissato molti artisti, compreso Rosario! – La Verità! Tutta l’opera del nostro artista è un tessuto pregiatissimo su cui sono ricamati con vera maestria ogni sorta di spiegazione, accordi, malintesi, sfide, tradimenti, e non è di meno anche la sottile inquietudine, acuta e raffinata signora, padrona d’ogni comune mortale – e poi l’Amore, l’Amore nell’Amore; ma quello che appare ben ricamato è il giro del tempo, Colore e materia si fondono! Sentimento e un fantastico reale vibrano! E la spontaneità per fortuna esiste, - prevale su tutto! Non è spina nel fianco, una voglia inventata, una perla ammuffita.
Giovanna Turiano
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte IV


La spontaneità nella descrizione degli avvenimenti, delle cose, dei fatti, d’ogni esile incoscienza cattura, da “quel senso che non guasta e dà sapore” – e poi, l’incisività del tocco pittorico modella corpi, spazi e anche le attese più lunghe, tutto ha musicalità e tinte incredibilmente unici. E’ la vita che abita il mondo reale, la vita – inquilina perenne e di lei e in lei è giusto immaginare sognare che sia un dipinto bellissimo, una magnifica poesia che ci affida ogni avverbio pieno di sole per poter percorrere anche i lunghi viali del silenzio. “Nel giro del tempo sogni differenti. Linee d’ombra confondono anche i semplici ricordi E le immagini hanno voce il cui timbro ci scuote. Gli sguardi vanno nell’attimo Come va un gatto in giardino fra tinte e sfumature, tutto prende corpo, tutto il mondo reale persino le immagini mute, silenti.”
Giovanna Turiano
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte V


Ciò che trapela dall’opera pittorica di Rosario Vesco é certamente il bisogno irresistibile di liberare una forte energia creativa ma é che da essa si distacca una sorte di dialogo che vuole essere per tutti, profondo messaggio... e lievita, così, un certo fascino misterioso – direi – quel fascino dove l’identità dell’artista risulta avvolta da poesia. Poesia e Pittura: un connubio speciale, incantevole! I colori si tramutano in parole, in essenze, sfumature, fragranze! Vibra l’emozione! Vibrano geometrie, forme, diacronie. Vibra l’amorfo! E’ tutto un respiro – un inno! Tutto é armonia, come de si ascoltassero gli elementi di un’orchestra ben affiatati! L’armonia é la lirica più bella che s’alza dai colori e danza, danza, danza... un flamenco di sole passo, passo – tutto nell’attimo, morido – tutto si tramuta in battito dalle cromature emotive! E’ una danza tangibile, visibile dell’istante... e io, che qualche volta ho avuto il mio “sole” lontano, ho scritto di desiderarlo, l’ho amato e l’ho invocato, gli ho parlato: “Lasciami guardare, Sole, la notte quando tu finisci, lasciami guardare l’immagine tremante di una stella che s’addormenta mentre stai per arrivare, ti prego, lasciami guardare un’altra volta la favola del giorno che comincia!” L’artista sa descrivere in maniera esemplare la bellissima favola del giorno che “danza nel sole” – in un sole che si nasconde, che giova a mosca cieca fra i viali alberati di Oreno e se il sole non c’è lo si immagina, lo si sente: “Ti sento come soffio di vento tra spirali d’ombre.”
Giovanna Turiano
“Danza nel sole” a cura di Giovanna Turiano - Presentazione della personale di Rosario Vesco, Sala Mostre di Villa Fornati Banfi, Carnate (Mi) - Parte I


Immaginare e immaginare, quindi, di vederlo in ogni cosa del creato: acqua, cielo, prati, monti, colline, casolari col cuor nero, mercati affollati d’ogni primizia, acerba e matura – e come so tutto ciò non bastasse, scopriamo che di camuffa bene in ogni sfida che la vita ci sbatte sul muso, nei momenti di seduzione, di passione, in mezzo alle strade che aspettano la buiezza della tenebra più elegante. - Immaginare un tutto che danza nel sole come lievi carezze, lievi carezze del tempo (una) Soave, nostalgica marea (di carezze) che al salutar della vita ha fine. L’opera é un affascinante gioco di colori dal quale trapela che l’anima esprime la vita e l’artista ha saputo tradurre i corpi della differenza, linee e sfumature e ogni riflesso in pieno splendore, emozionando. Tutto ha voce di poesia! Ogni espressione é ellittica, sospesa, effusa, protesa, - è appesa nel cuore di chi “sente” ritmo e vibrazione, - é tatuata, indelebile anche quando si è in bilico perchè ci appare il cielo capovolto! Ogni espressione, che vuole essere unica in ogni dimensione è pura speranza perché irrorata e irradiata da un sole che pulsa frenetico anche se, a volte, l’ombra, il chiaroscuro, la tenebra, il buio più fitto sono note stonate. Quello che più conta è che: “Nessuna notte può impedire al sole di sorgere un’altra volta” - Non é mai accaduto!.
Giovanna Turiano
“Danza nel sole” a cura di Giovanna Turiano - Presentazione della personale di Rosario Vesco, Sala Mostre di Villa Fornari Banfi, Carnate (Mi) - Parte II


Corpulenti contadini, ieratiche figure di donna, paesaggi del caldo sud col centenario ulivo dal tronco nodoso, sono immagini e metafore. Tanta carica mentale è il filo conduttore dell’espansione emotiva per l’ottenimento di una crescita che fa di Rosario Vesco il fine rappresentante di una pittura aurea e scintillante, comunicativa nella sua espressione. Intuito, vista incentrata sui particolari, tatto sulla tela e gusto nell’assaporare le finezze danno risultati di bravura apprezzati e cercati. Interpretazione e carica di versatile agilità forniscono la solare essenza di un impegno pittorico che, nell’equilibrata struttura d’insieme, raccorda ritmo creativo e coerenza professionale, Segni decisi in colori raffinati ubbidiscono ad un sintetismo necessario nella maestria di un proprio messaggio.
Giuseppe Mendola
Da “Incontri con gli artisti” di Giuseppe Mendola – anno 2004 "Rosario Vesco Immagini e metafore della Sicilia parte III"


La ricerca sulla civiltà contadina è stato un lavoro piacevole per Vesco nel ricordo e nel riscontro trovato nell’esistenza della condizione familiare che emerge dalle immutabili cose di tutti i giorni: dal desco alla cucina, da ogni problematica alla religiosità. Nel volto delle figure rappresentate vi è l’attesa, il consenso e la speranza di ogni soggetto che persegue, nel suo cammino, una proiezione che va verso il trascendente. Un tono di luce, già linfa vitale, che richiama la individualità cromatica ma anche l’indovinata espansione di un’armoniosa e ricercata tonalità nel perseguire il suo intimo pensiero. La composizione fa pensare ad una coreografia raffigurante il vero nel contorno mnemonico, che ben adatta il reale al simbolismo. Le immagini d’impulso rendono attimi di paradiso e notazioni infernali come il tempo che scorre in contrasti cromatici nel crogiolo di colori.
Giuseppe Mendola
Da “Incontri con gli artisti” di Giuseppe Mendola – anno 2004 "Rosario Vesco Immagini e metafore della Sicilia parte II"


L’ispirazione pittorica di Rosario Vesco parte dallo stretto legame con la Sicilia. La sua fantasia ha catturato i consensi di un pubblico che condivide gli odori profondi e sensuali della Sicilia. Nei fiori, nel mare e nei mercati, il pittore tuffa le sue sensazioni per farle riemergere con un costrutto dalle larghe visioni spaziali e temporali. Paesaggi e materie vive non con riferimento ad un oggetto o ad un luogo ma all’anima degli stessi. Alberi e case in figurazioni animiste tra cosmo ed umanità in un divenire della vigorosa mutevole atmosfera.
Giuseppe Mendola
Da “Incontri con gli artisti” di Giuseppe Mendola – anno 2004 "Rosario Vesco Immagini e metafore della Sicilia parte I"


Opera armonica per il colore e la sintesi del disegno, quella che è stata realizzata da Rosario Vesco. Nel suo dipinto si constata un naturalismo oggettivo, ma pervaso dall'emozione interiore e da un senso spiccato della bellezza plastica.
Giuseppe Martucci
ARTECULTURA - Pubblicazione dell' opera "Ragazza in belvedere"


Saranno i dipinti retrò di Rosario Vesco a tenere compagnia agli avventori del "Solito posto" di via Garibaldi in questa primavera ormai matura. L'inaugurazione della personale dell'artista, siciliano d'origine ma vimercatese di adozione, si svolgerà martedì alle ore 21. Chi interverrà potrà ammirare opere prodotte con tutte le tecniche nel corso di una vita. L'artista ha accettato l'invito di Veronique … nel tentativo di avvicinate i giovani alla pittura…
Barbara Caldirola
Barbara Caldirola "Il Cittadino"


Desideri, sensazioni, i sentimenti, in te, tratti; di sogno in sogno colori rapidi gerani da un balcone con vista sull’anima: complimenti per il paesaggio
Giovanna Turiano
Giovanna Turiano - Vimercate


L'arte pittorica di Rosario Vesco, con caratteri pittorici ed analitici dai singolari richiami, impreziosisce l'arcano retaggio dell'antica rocca militare, secolare presidio strategico che, per volontà del grande Vescovo Castelli, nella seconda metà del '700, fu ristrutturato ad Istituto per le Suore Collegine di vitale animazione con larghe vedute sociali nell'espressione di pura interiorità. Il secolo che ha chiuso il 2° millennio ha sviscerato le sfumature artistiche (in Cefalù il riverbero della lunga onda delle grandezze a patire dal famoso Ritratto d'Ignoto di Antonello da Messina) ed ha animato correnti caratterizzate dai tentativi con diversificazioni di forme e colori in una congerie di utilizzazione di materiale nella tecnica più aggiornata. Il singolo o il gruppo, il caposcuola ed i suoi seguaci hanno consolidato una pittura esprimendo sentimento e forza creativa. Cefalù, vigile alle nuove proposte, ha approntato il liceo linguistico e l'istituto d'arte e prepara il Palasport e l'istituto alberghiero, rivendicandosi scrigno composito. I suoi eccellenti richiami del passato e l'ariosa prospettiva di nuove potenzialità danno ospitalità e sostegno agli espressi tentativi spingendo i dotati verso suggestive novità.
Giuseppe Mendola
Passato e futuro in Cefalù: fucina d'arte in un crogiolo di memorie - Ia parte


Cefalù è essa stessa la Sicilia, l'ha rappresentata attraverso le sue punte più eccellenti con lo scultore Jacopo Del Duca che fu lo Jacopo Siciliano ed il pittore Giovan Battista Azzolino che veniva soprannominato il Siciliano; la completezza artistica con la pittura di Francesco Bevilacqua, col mosaico di Giuseppe Bonanno Zuccaro, col mecenatismo di Enrico Piraino (Barone di Mandralisca) e la scuola serale d'arte di Diego Bianca Amato. Con la rosa di così splendidi petali la città di Cefalù coniuga la presenza di ente locale tra comune e provincia dispiegando le risorse dell'antichissima origine non solo del Duomo di Ruggero II ma complessivamente nella suggestione architettonica inglobata tra il romanico, il bizantino e l'arabo, tornando sempre, con avvenimenti di rilievo, all'arte. Ogni anfratto ed ogni angolatura diventa cultura di storia aperta al bello. Oggi è il messaggio di Rosario Vesco che fa scorrere nelle tele una areazione fantastica presentata con carica emotiva che l'artista riesce ad espandere dispiegando presenze estetiche ridondanti di amorosi sensi. Col fascino dei soggetti per l'amore che da Milano lo chiamano alla sua terra, per il calore che instaura nel rapporto di scambievole ….
Giuseppe Mendola
“Passato e futuro in Cefalù: fucina d'arte in un crogiolo di memorie”


...che ha dato il maggior pregio di compiutezza e di asilo alle vicende storiche di Palermo e per il possente Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, di grande pregio nella corsia di colonne che Vesco ha riprodotto in massiccio presidio di saldezza pittorica in espansione di umanità e religiosità. Presentando Vesco già nella rivista Sikania del gennaio '99 esprimevo un richiamo forte alle opere dai profondi odori per la portata delle sensualità di sicula potenza in pregnanti visioni spaziali e temporali. Opere che si moltiplicano a Cefalù nella sventagliata paesaggistica e nelle figurazioni della civiltà contadina in meritevole notazione culturale. I soggetti rappresentati in espressione di attesa, sia di consenso che di speranza, sottolineano il tocco di luce mentre nella composizione primeggia l'armonia degli intimi pensieri delineati magistralmente. La simbologia attraverso gli animali accompagna e testimonia la costanza lavorativa con primaria scelta del cavallo per presenza, forza e prestazione nel ludico e lavorativo. Pittura scintillante con impegno premiato da equilibrata struttura d'insieme a raccordare al ritmo creativo con la coerenza professionale ben nota di Rosario Vesco.
Giuseppe Mendola
“Passato e futuro in Cefalù: fucina d'arte in un crogiolo di memorie” IIIa parte


La variegata presentazione di brillanti cestini con frutta ha il senso dell'abbondanza per gustare quelle nature morte che hanno strappato un simpatico complimento fra le firme: "Rosario sono uno zucchero!". Dalla linea dei ritratti scendiamo ad un oggetto legato all'antichità che campeggia in mostra con la brocca (bummulu) in cornice a richiamo della primordiale utilità nelle rustiche cucine ma, emblematico nel decorso dei secoli, prezioso cimelio nei musei. Incondizionata comunicativa a continuare il discorso intrapreso con l'artista e nell'esperienza di osservare quanti sanno lasciare operosità di gusto, la convinzione della buona pittura di Rosario Vesco per il suo intimistico sentire, senza richiami capziosi nello stilismo, pronto a risultati che lasciano il segno per un lungo cammino.
Giuseppe Mendola
“Passato e futuro in Cefalù: fucina d'arte in un crogiolo di memorie” - IV parte


Dipinge con uno stile lineare e nitido. La sua pittura è chiaramente figurativa e si determina come sensibile osservazione della realtà. Vesco elabora paesaggi o figure, come è il caso dell'acquerello riprodotto …, realizzati con sentimento ma senza enfasi retorica o inutili divagazioni.
Giuseppe Martucci
Artecultura - Pubblicazione acquerello "Figura femminile in costume caratteristico"


Titolo dell'opera: "Natura morta con fichi" L'assoluto valore di luministici accenti beatizzati in un rosaccio rinascimentale magnificano l'opera, dando ad essa quel sapore mediterraneo e quella solare fragranza che mai è mancata nelle conclusioni di questo artefice. Capacità e caparbietà guadagnano la summa dell'assunto descrivendo in esso l'assoluto potenziale naturalistico
Lorenzo Vigna
Rassegna di Pittura al Boulevard - Treviglio


La pittura di Rosario si ispira ad un vigoroso naturalismo mediterraneo basato sulla forza del colore e della luce
Giuseppe Martucci
Postacatalogo - Artecultura


Nel cortile il cocchiere, dopo avere armeggiato con spugna e secchi d’acqua, si apprestava alla lucidatura dello chassis e delle cromature per passare a governare il cavallo, affrancato dalla sua razione di biada. Ed ora i cavalli in sosta di riposo o di attesa di Rosario Vesco ammalianti nella ricca bardatura...
Giuseppe Mendola
Commento Critico all’opera “Cavalli da Carrozza” di Rosario Vesco


Nel cortile il cocchiere, dopo avere armeggiato con spugna e secchi d’acqua, si apprestava alla lucidatura dello chassis e delle cromature per passare a governare il cavallo, affrancato dalla sua razione di biada. Ed ora i cavalli in sosta di riposo o di attesa di Rosario Vesco ammalianti nella ricca bardatura...
Giuseppe Mendola
Commento Critico all’opera “Cavalli da Carrozza” di Rosario Vesco


Mazzarino significa non solo centro operoso ed ospitale ma anche di cultura e vitalità salesiana e, come ex allievo salesiano impegnato e responsabile per la Sicilia Occidentale della CONFEDEREX (cioè Confederazione degli ex delle scuole cattoliche), faccio sapere che in novembre si svolgerà a Roma il Consiglio Nazionale con primario punto la parità tra la scuola pubblica e la privata. Libertà, educazione ed insegnamento hanno riscontro nelle belle arti ed io nell’Associazione ho voluto privilegiare disegno e pittura. Rosario Vesco ha una produzione di varia tecnica che si svolge su diverse tematiche, negli olii e negli acquerelli, nelle tele e sul legno. Ho già presentato la mostra a Sciacca ed in contemporanea si è svolta la personale anche a Cefalù e stasera a Mazzarino e ciò sta a significare attività, produzione ed amore per l’arte di Vesco con un estro artistico che risulta largamente apprezzato. La sua pittura, come accorgimento estetico, comincia dalle scene con la presenza d'animali nella semplicità e nel rispetto della natura, certo non manca un'insorgenza di vita sognata e vissuta. Da una luce radente ogni opera di Vesco raggiunge un progressivo e studiato dosaggio cromatico. Dall’equilibrio disegnativo delle immagini paesaggistiche raggiunge un caleidoscopio di colori e di luci che si tramutano in voci. Poi è la volta della vitalità dei personaggi rappresentati con espressioni attente ai volti, dal brillio degli occhi alla mimica facciale. Riesce a tradurre le immagini di un evento in misteriose forme conferendo ai corpi le suggestioni più alte della fantasia con spirito selettivo nei colori per trarne musicalità. Rosario Vesco ha particolare versatilità per il bello e con coerenza affina il proprio stile nelle scelte adottate. La pittura del maestro ha un'ispirazione vitale con una partenza di stretto legame con la sua terra di Sicilia, la sua fantasia cattura i consensi del pubblico che condivide i colori e gli odori profondi. Nei fiori, nel mare e nei mercati il pittore espande le sue sensazioni facendole riemergere in un costrutto di larghe visioni spaziali. Paesaggi e materie vive non come riferimento ad un soggetto o luogo ma all’anima di un divenire di vigorosa atmosfera. La ricerca nel mondo contadino è stato un piacevole lavoro per Vesco nel ricorso e nel riscontro di condizioni che emergono nelle cose e nei casi di ogni giorno nella problematica di vita vissuta. Nel volto delle figure rappresentate vi è l’attesa, il consenso e la speranza che si persegue nel cammino verso il trascendente mentre si vive e si opera nel presente. Un tono di luce quale linfa vitale che richiama le individualità cromatiche nell'indovinata espansione di un'armoniosa e ricercata tonalità nel perseguire il suo intimo pensiero. Per Vesco la pittura è un dono che gli sta dentro perché è un modo personale d'accostarsi alle cose ed è arcano ogni suo sforzo. Il togliere la patina di mistero per fare emergere materiali regole su un pensiero recondito o su un'esplodente aspirazione potrebbe significare non avere assimilato la profondità intrinseca della singola scena che ci presenta. Ma la partecipazione corale dà consapevolezza e condivisione. Disegno svelto e leggero, linearità di contorni e carica emotiva rendono l’acquerello accattivante al mio stato d’animo che, quando ammiro la potenzialità espressa negli acquerelli, immagino Vesco trasmettere la sua immaginazione con la spinta ideale di una lancetta d’orologio che libera, in modo virtuale, una sequela di bollicine iridescenti che vagano un po' nell’aria della sua immaginazione creativa per poi posarsi per diventare composizione in un’opera d’arte.
Giuseppe Mendola
Presentazione della mostra personale di Rosario Vesco Mazzarino Ex-convento S. Domenico


Presento con impegno in prima persona, plaudo con vivo compiacimento all’opera del pittore Rosario Vesco, ritrovato sempre più convinto e capace nell’attraversamento ostinato del suo personalissimo ed efficace territorio mediterraneo, dove si riconferma autore di innegabile talento descrittivo di soggetti e situazioni che vanno scomparendo negli abissi della memoria collettiva. Notevoli gli acquerelli (piccoli) dove riesce ad imporre, senza ricorrere alla “sintesi simbolica”, l’intero e completo svolgersi del tema trattato. Pittura, la sua che trasmette forti emozioni, nonchè stimoli sensitivi non ignorabili
Bruno Mandelli
Bresso - Presentazione della Personale di Rosario Vesco


Paul Jackson Pollock nel lontano 1953, due mesi prima della morte, nel corso di una intervista concessa a Selden Rodman affermava: “Dipingere è un modo di essere e di sentire”: concetto poi ripreso dal teorico dell’Action painting, Rosemberg. La tela non è più dunque il supporto di una pittura, bensì un evento, il luogo dove si confondono differenti momenti di quella complessa fenomenologia che sta alla base del meccanismo infinito di scelte necessarie che è l’arte. Un tale presupposto giustifica il diretto rapporto che intercorre tra l’arte e le complesse motivazioni legate alla radice dell’io, per cui l’arte diventa lo specchio fedele delle esperienze sensitive dell’uomo e della sua sensibile vena espressiva e della sua vita. Pensavo a tali concetti, osservando le opere di Rosario Vesco, un mondo di visioni affidato al ritmo di una cromia che opera all’interno di un equilibrio compositivo legato al fascino della natura. Infatti lo spazio in cui si muove e si articola la sua pittura è quello figurativo. Sì, è la natura nella varietà delle sue esplicitazioni figurative, ma si badi bene, una natura che non riveste nascoste problematiche d’ordine etico e sociale, ma che piuttosto riunisce a se gli aspetti concreti delle cose visibili della sua terra ad avvertirne sensazioni ed emozioni. Il modi, in altre parole di intendere e di volere la realtà: ogni pagina di questo generoso racconto della memoria diventa così immagine, quasi cronaca o poesia, definizione in ultima analisi di un improvviso stato d’animo.
Giovanni Cappuzzo
Cefalù - Personale al Palazzo Osterio Magno - Ia parte


Vi è una forma di coerenza nel repertorio figurativo di Vesco che supera l’incontro di pericoli di una elaborazione meramente esornativa, rafforzando anzi, in virtù di una sua tavolozza, di questo colore sostenuto dal precisi colpi di pennello, i ritmi principali che peraltro la fervida fantasia concorre a collocare in una dimensione mobile. E la caratteristica della tecnica pittorica di Vesco è il carattere “solare” dei suoi colori dal tono denso e vibrante, dai “turgidi riflessi” che vengono a saldarsi ad un mondo di visioni che la fantasia dell’artista legge nella stimolante linea di una memoria. Sì, perché Vesco da tanti anni operante per i suoi impegni professionali al Nord cerca quasi il recupero di un mondo lirico che appartiene al suo passato siculo. Quindi è la poesia della realtà, d’una realtà fatta di cose magari semplici o dolci o preziose, ma non dimenticate, il movente primo di una ispirazione di Vesco. L’arte è sempre uno strumento biografico di ogni artista, che consegna al colore e alla linea il tracciato autentico di una sorta di confessione attraverso un processo di tecnica che sembra ricollegarsi storicamente all’impressionismo, ma con una felice apertura ideativa e fantastica, quasi a volere riscoprire il senso di una realtà, che ci appartiene perché legata al tono mediterraneo ed insulare della nostra dimensione esistenziale.
Giovanni Cappuzzo
Cefalù - Palazzo Osterio Magno - IIa parte


Molti critici del Nord hanno sottolineato proprio tali caratteristiche della pittura di Vesco che con i suoi temi trasporta nel più ampio panorama coloristico che la terra del Sud possa darci. E’ stato sottolineato da diversi studiosi d’arte il tono caldo ed intenso della pittura di Vesco, quella sua “solare” visione. Allora possiamo affermare che Vesco. pittore della natura generosa si dedica alla rappresentazione della natura nella varietà dei suoi elementi con accenti di sincera partecipazione e con gusto saporoso e vivido. Dalla forza d’istinto nasce per lui l’esigenza di questo colore caldo e mediterraneo, brillante e fresco che non conosce mezzi toni né tentennamenti, diretto piuttosto a creare atmosfere tipicamente nostre attraverso stesure che rispondono a sollecitazioni interiori. La sua è perciò una visione diretta che l’artista sa accordare ad un particolare ordine di strutture visive, grazie e questo buon impianto formale in cui i legami oggettivi si fondono con le cose, trasfigurando nel riscatto dell’emozione, gli aspetti più sollecitanti della realtà. Si ha la sensazione che Vesco cerchi nella natura qualcosa forse di mitico legato alla sua memoria. Il rapporto tra il mondo reale e il mondo fantastico allora è un rapporto osmotico, un mondo forse di forze esaltanti e pieno di un loro immanente fascino. Proprio così, un mondo di emozioni e di sensazioni, come l’artista ha voluto intitolare la sua rassegna pittorica.
Giovanni Cappuzzo
Cefalù - Palazzo Osterio Magno - IIIa parte


Più di un critico nell’interessarsi dell’arte di Rosario Vesco ha tenuto a sottolineare che una delle caratteristiche di fondo della sua tecnica pittorica è la “solarità” dei colori che hanno un loro tono squillante e denso, una loro vitalità espressiva nelle campiture ariose e vive che rendono la dimensione evocativa del reale, immagine ricca di una sua suggestione. Sappiamo che l’arte è la biografia di un artista, è il momento della sua confessione, quello in cui egli è più vero ed autentico, perché nell’atto misterioso della creazione artistica egli ha dovuto necessariamente spogliarsi del ciarpame retorico dei gesti triti e ritriti della quotidianità, ha dovuto dismettere l’abito delle convenzioni sociali, per attuare, in un graduale processo di scavo interiore, la magica fase della creazione. L’artista in quei momenti rimane solo con se stesso, verifica le sue capacità espressive, approfondisce problemi di tecnica e di linguaggio, alla ricerca di una adesione sempre più pertinente e diretta, costante e riflessa tra margini interiori e visualizzazioni ottico-formali esteriori. Impressionista per istinto e per decreto della natura, egli ha affinato nel corso degli anni la sua tecnica per cui, formatosi alla scuola di concretezza della tradizione figurativa, egli via via è andato temperando il suo scatto impressionistico per giungere a realizzare una forma compositiva salda e corposa. Perciò la natura che sappiamo avere da sempre esercitato un suo fascino sugli spiriti più sensibili, viene da Vesco ricreata e reinventata con una disposizione di carattere innovativo.
Giovanni Cappuzzo
Palermo – Mostra presso la Galleria “Il Cenacolo” - Ia parte


Il colore che virtualmente può talvolta apparire un po’ barocco, spesso carico di pastosità, denso, ha una sua capacità per cui crea un fluire vario e mosso di toni, ora caldi ora brucianti, ora serrati. Al colore fa da contrappunto la luce frammentata da suggestivi riflessi. Il tutto produce come effetto una impaginazione vibrante tra condensazione delle immagini e intima meditazione poetica. Il suo linguaggio pittorico perciò è per un recupero di un mondo lirico, scoperto ed evocato, di volta in volta, con disinvolta bravura, come se l’autore avesse voglia di descrivere e narrare immagini evocative della sua memoria, come per un richiamo ancestrale che viene da una atmosfera della sua terra di origine: la Sicilia, con la varietà dei suoi fantastici richiami e delle sue seducenti modulazioni, nell’incomparabile scenografia di origine mediterranea. Nelle sue opere è possibile leggere, prima di ogni altra cosa, il risultato di una meditativa contemplazione naturalistica, da cui scaturisce la soggettiva visione dell’artista che sembra voler cogliere la poetica verità delle cose. Vi si scorge l’acuto, ineffabile sguardo della bellezza per cui l’impianto strutturale e la gamma cromatica trovano una ragione di essere nell’intima soggettività dell’artista, ma gli servono anche come pretesto per fare valere la sua sensibile testimonianza, per fare vibrare con un acuto lirico i contenuti oggettivi delle cose, in una felice trasposizione. Quindi non v’è dubbio che nella personalità artistica di Rosario Vesco si rispecchi la sua indole lirica, sempre pronta a cogliere la risonanza interiore della realtà, nella scala dei valori e di gradazione cromatica su cui la luce opera in senso costruttivo.
Giovanni Cappuzzo
Palermo – Mostra presso la Galleria “Il Cenacolo” - II parte


Lo splendido scenario da te rappresentato, quel caldo sapore solare che sempre ti distingue ... ... Grazie per averci dato un nuovo giorno di Sole...
Lorenzo Vigna


... La profondità materica delle sue nature morte, quella ricerca corposa ed intensa della luce sia che attraversi momenti di riflessione o divenga il punto focale di scelte a lungo pensate e meditate. Indubbiamente un itinerario creativo personalizzato al massimo. la sostanza di idee razionali e concise, il senso medesimo d’un equilibrio pittorico diviso tra impressione e ragione, la consistenza della verità nel prendere sulla tela il posto assegnatole. Ovvio, allora, com’egli sia “un cantore” di temi specifici ed appropriati nei quali ben volentieri riversa la propria anima, il sentore d’una disponibilità attenta ed oculata, il pregio d’una coloristica quale raramente è dato osservare, ma specialmente la simbiosi affettiva d’una attenzione profonda che proprio nelle nature morte si fa’ vita e realtà.
Luciano Giuseppe Volino
Lodi - “Primapagina”


... Con Rosario Vesco, invece, veniamo coinvolti da un processo pittorico, di significazione verista, un processo che sposa momenti di riflessiva spiritualità ad altri di certezze materiche, complice una ricerca di base, la sostanza di temi specifici e di pregio. Temi che partendo da una codificazione estetica e rappresentativa, divengono a loro volta l’anima di nature morte, la pacatezza d’una creatività nel piacere d’una gioia tutta personale, d’una riservatezza intima e delicata, dedita sempre alla valorizzazione di quelle realtà che in lei trovano rifugio e calore. Saranno poi le tinte e sfumature, le artefici ultime, di immagini morbide e deliziose nell’ovattata cornice d’una parabola artistica che è già grande ed intensa...
Luciano Giuseppe Volino
Lodi - “Primapagina”


Artista di sicuro talento e di pregevole espressività che nelle sue creazioni innesta la vibrazione dei sentimenti insiti nel suo animo. Nella pittura emerge il calore della terra d’origine, la Sicilia, con l’osservazione attenta della realtà e con una sintesi espressiva che lo fa definire l’artista del quotidiano.
Sauro Ripamonti
Presentazione Mostra del "Cenacolo d'Arte" - Istituto S. Dorotea - Genova


... un artista che infonde in ogni suo quadro l’amore profondo per la sua regione d’origine, la Sicilia, suadente interprete della coloristica, unico nel suo genere , egli con i suoi temi ci trasporta nel più ampio panorama di quella tradizione sanguigna e solare dai contenuti estremamente vivi e rappresentativi, una narrativa pittorica che Rosario Vesco connota con gusto armonico e sapiente inciso veristico, fondendo il suo tracciato descrittore in quella sensibilità che madre natura ci dona, stagione dopo stagione, chiedendoci in cambio eterno rispetto e amorevole cura.
Lorenzo Vigna
“Provincia Mese”- Luglio-Agosto 1995


... nelle sue nature morte, personaggi e paesaggi, esprime tutta la sua intensità lirica siciliana, innesta con grande maestria nel colore e nella forma espressioni cromatiche ricche di intensi sentimenti intimi che producono nel visitatore piacevoli estasi...
Sauro Ripamonti
Pubblicato su "Romagna Sera”


Rosario Vesco, ... pittore impressionista di chiara fama, le cui tele, di alto valore cromatico, si inseriscono perfettamente in quel tracciato rappresentativo, a conferma della caratteriale mediterranea. La sua “scenografia”, sempre attenta al linguaggio comunicativo, ci viene proposta in un messaggio chiaro e veritiero che ci conduce sul terreno dell’identità dell’autore. Prova ne sono le opere i “Mercati del Sud”, opere di grande valore umanistico, nelle quali l’Autore raccoglie e bene esprime un “momento magico”, per rendere pace alla sua totale emozione...
Lorenzo Vigna
Istituto Gonzaga, Milano


... il principio d’una struttura cromatica accesa e passionale, evidenzia il “sentire” artistico d’una mano, portata a livelli di ragguardevole creatività. Soprattutto si e’ coinvolti da una pittura verista, dalla consistenza d’una produzione sviluppatasi lungo una meta ben precisa, dalla sovranità di soggetti assai bene ritratti nella loro unicità e singolarità. Donde una lettura stupefacente e serena di visioni nel nome di “nature morte”, un progredire di pagine deliziose ed affascinanti nel passaggio delle stagioni...
Luciano Giuseppe Volino
Lodi - “Primapagina”


... Nella struttura dell’opera egli introduce immagini in abbondanza, che costituiscono gli elementi essenziali dei mercati, quelli siciliani che mostrano frutta ed ortaggi in esuberanza. I lavori recenti sono invero nature morte, da considerarsi tuttavia create non certo fine a se stesse. Sono infatti di una ricchezza espressiva non soltanto tecnico-stilistica, bensì intesa pure come vivacità di linguaggio, eloquente, persuasivo. Pennellate dense di tocchi di colori, freddi e caldi, danno forma a soggetti che con la propria presenza occupano lo spazio reale oltre a quello intimo, posto dentro di noi, dove la loro freschezza e vitalità stimolano piacevoli, serene sensazioni.
Maria Moretti
“Provincia Mese”


Rosario Vesco, disegnatore convincente, raro talento, amante della materia, la tavolozza è ricca di colori accesi con campiture e cromie sfolgoranti, lucenti, capace di soluzioni formali improvvise che attingono ai vertici della bellezza e della suggestione creativa. Dalla materia informe egli esprime con maestria una pittura inserita nel solco del neorealismo con spunti che sconfinano anche nel filone sociale. La sua ricchezza espressiva è una rivisitazione in chiave giovane dei maestri italiani del primo ‘900...
Italo Siboni
Lodi - Note in calce alla presentazione della mostra del "Manifesto del Cenacolo d'Arte"


L’opera del Maestro Rosario Vesco appare tutta permeata di un intenso verismo che sa esprimere una particolare liricità ed una forte sensibilità’. L’arte appare in lui tutta tesa ad esprimere una passione di vita, le nature morte si uniscono a considerazioni esistenziali fondendosi in una narrazione musicale. La realtà nella pittura dell’artista trasmette un senso quasi palpabile dei soggetti, perché non concepita solo come colore e forma, ma come sostanza e contenuto. Il messaggio che ci viene trasmesso rivela una serietà’ interpretativa, una capacita’ lirica suggestiva con la limpidezza delle immagini, il tratto sicuro, la fluente mobilita’ dei piani e delle luci, l’intensità espressiva che trasmette un gusto ed un piacere non solo limitato alla osservazione, ma un intenso piacere interno che soddisfa interamente lo spirito. I suoi dipinti sono l’opera di un artista che rivela oltre ad un grande virtuosismo una rara capacità espressiva.
Sauro Ripamonti
Milano 1995


egli con i suoi temi ci trasporta nel più’ ampio panorama coloristico che la sua terra, il sud, possa darci .... I suoi riferimenti sono sintesi di vita quotidiana, che l’Artista con eccellente scrupolo fissa sulla tela, inserendo nella composizione il carattere caldo e sanguigno di chi si pregia d’esserne figlio: assolutamente vero nella comunicazione, egli gratifica il suo pubblico commentando con esso quei valori comuni troppo spesso trascurati, quelle essenzialità giornaliere dove noi tutti ci riferiamo senza, poi, troppo porci interrogazione. Il suo tracciato si fonde sulla sensibilità’ che madre terra ci dona stagione dopo stagione, chiedendoci in cambio eterno rispetto e amorevole cura. E’ così che l’Artista in causa si presenta. Non con concetti astratti di difficile comprensibilità ma con il progetto di divulgare il grande disegno che madre natura ha voluto donarci. L’ampio raggio nel quale il Maestro opera compete scene di umanistica effervescenza dove l’uomo assolve ai suoi doveri con paziente zelo e nel pieno rispetto del suo Sovrano Onnipotente, dei suoi disegni tra i quali il talento naturale donato a questo artefice...
Lorenzo Vigna
Limone sul Garda


... Mi ha favorevolmente impressionato nei suoi dipinti l’esuberanza vitalistica delle cromie, i toni “caldi”, ove si evidenzia il gusto smagliante delle tinte, il riverbero magico dei colori, insiti nel contesto di rappresentazioni impressionistiche rese ancora più eclatanti da un segno opulento, tracciato con sicurezza e capacità artistica veramente encomiabili, ed in perfetta simbiosi con valenti effetti chiaroscurali, donanti all’intiero Assunto una elegia ed una liricità espressiva difficilmente riscontrabili in altre Opere d’arte contemporanea...
Fernando Silo
Vernissage Cenacolo d’Arte, Meneghin & Cecca - Milano


Una lirica sensibilità atta a sostenere l’agire pittorico di Rosario Vesco, artista di sicuro talento e di pregevole espressività che nelle sue creazioni innesta la polivalente vibrazione dei sentimenti insiti nel suo animo. La passione per l’arte è per lui passione di vita, momento privilegiato atto a riaffermare tutto se stesso, ed i valori in cui crede. Motivi naturalistici e considerazioni esistenziali si fondono nella narrazione pittorica che Rosario Vesco connota con gusto e armonico inciso veristico, facendo sì che la sintesi rappresentativa non manchi d’equilibrio, sia sotto l’aspetto formale, sia nell’elaborazione concettuale dei contenuti. Il richiamo dei valori classici, naturale conseguenza di un “iter formativo” condotto con serietà di ricerca, da al fruitore il piacevole gusto dell’interpretazione “questo in primis” non di meno, la limpidezza delle atmosfere, convoglianti la fluente mobilità dei piani, come sapienti alternanze di luci e ombre valori di primaria essenza leggibili in ogni esecuzione. L’osservazione attenta della realtà porta l’artista ad una sintassi espressiva in cui ogni aspetto del soggetto è presente con scrupolosa cura nella “definizio causa”, nello stesso tempo l’immagine acquista calore e significato, perché non concepita come puro esercizio d’intenzione, bensì il tramite di un messaggio interiore che ci perviene attraverso un linguaggio estetico, densamente lirico e suggestivo. Questa è l’immagine d’un artista, e quella delle sue opere, raro esempio d’un virtuosismo che questo sicuro talento elargisce al suo pubblico gratificandolo con tanto impegno, e immensa dignità.
Lorenzo Vigna


E’ una poesia sussurrata la sua, in linea con se stesso, con le sue visioni di dentro che si esternano in paesaggi pacati in vedute contemplative pur se in pieno sole, in ‘nature’ riposanti.
Franco Radaelli
Il Cittadino


Una vena pittorica scoperta da un’esigenza umana di necessità: l’ispirazione denota una morbida poetica che familiarizza riflessivamente nel rapporto uomo-natura. L’esistenza nella quale il pittore sensibilizza una delicata convivenza tra l’animo e le cose della terra, dell’urbano, i prediletti luoghi del richiamo creativo dove l’emozione maggiormente manifesta il tempo pittorico di Rosario Vesco. Una matrice figurativa tradizionalmente libera, che pratica il delicato tocco della luce stimolata dall’ascendenza luminosa che regola il ruolo della serena facoltà poetica. Un dipinto anche organizzato dal gusto della finezza compositiva e che inscena un suo ritmo d’armonia e lo spazio una pacata relazione d’incontro che fermenta sensazioni di riposo con battito atemporale di poetica. Un gusto pittorico qualitativo che avverte nella natura morta il pregio distintivo della sua più riuscita ideazione formale e virtù ispirativa. Pulita l’effervescenza della tavolozza e rallegrante l’eco del libero rapporto inventato che sovente pone nei primi piani del dipinto il valore artistico portante dell’immagine. Una forma di pittura smaliziata: sentita e portata a compimento con causa ed effetto di stato d’animo aggraziato di rara sincerità’. Un tema pittorico che ridesta l’emozione a motivo di amore disinteressato per l’arte che rivela il rispecchio emotivo dell’operato umano delizioso.
Giuseppe Martucci
Artecultura


Appassionato cultore dell’arte pittorica e sensibilizzato per attitudine al senso estetico del bello, ha incominciato a praticare disegno e pittura evocando immagini memorizzate, atmosfere intime in cui, ricordi di paesaggi a lui familiari o l’istintiva adesione a vicende umane hanno destato interesse e dedizione.. .. un particolare impressionismo capace di sollecitare vibrazioni emotive genuine... .. libero propositore di messaggi partecipati e vissuti intimamente e la sperimentazione pittorica è un atto del suo impegno culturale che lo propone operativo istintivo e sensibile ai valori dei sentimenti più nobili... ... notevole la documentazione interpretativa dell’ambiente siciliano..
Rino Casiraghi
Rino Casiraghi - Vimercate


Nell’incanto di un’arte che intreccia esaltanti emozioni tra universi interiori tessuti in brividi di passione, rivive quell’ansia interpretativa che approda al traguardo di una rappresentazione, testimonianza viva dell’uomo e la sua storia, espressione elevata di un intelletto in continua evoluzione, purificata dalla fiamma autentica dell’ispirazione. Sull’onda di questa creatività positiva, fruiamo oggi di mirabili esempi attraverso le opere dei Maestri del “Manifesto del Cenacolo d’Arte”, per quella consonanza d’intenti finalizzata al raggiungimento di una trascrizione sincera del proprio più intimo sentire. Solida concezione volumetrica ed un valore fortemente eloquente del colore, d’impasto denso ed acceso, caratterizzano gli olii di Rosario Vesco, improntati all’illustrazione di realtà quotidiane in cui predomina la spontaneità del segno, quell’armonia ricreata da effetti luministici che determinano la scansione dei piani e quel movimento dinamico degli sfondi, su cui prevale l’opulente abbondanza della fertile campagna. Pittura solare ed ardente come l’infuocata terra del Sud, rievocata in variazioni cromatiche sulle quali spiccano accenti smaglianti di gialli e di rossi, nella ricerca rigorosa di una costruzione figurativa dal ritmo compositivo fluido e disinvolto, con pennellata larga e pastosa, giunge ad un equilibio di rara bellezza.
Luisa Bergomi
Presentazione Manifesto del Cenacolo d’Arte di Milano - Milano


L’ispirazione pittorica di Rosario Vesco ha una partenza di stretto legame con la sua terra, la sua fantasia ha catturato i consensi di un pubblico che condivide gli odori profondi e sensuali della Sicilia. Nei fiori, nel mare e nei mercati il pittore tuffa le sue sensazioni per farli riemergere con un costrutto dalle larghe visioni spaziali e temporali. Paesaggi e materie vive non con riferimento ad un oggetto o ad un luogo ma all’anima degli stessi. Alberi e case in figurazioni animiste tra cosmo ed umanità in un divenire nella vigorosa mutevole atmosfera. La ricerca sulla civiltà contadina é stato un lavoro piacevole per Vesco nel ricordo e nel riscontro trovato nell’esistenza della condizione familiare che emerge dalle immutabili cose di tutti i giorni: dal desco alla cucina, da ogni problematica alla religiosità. Nel volto delle figure rappresentate vi é l’attesa, il consenso e la speranza di ogni soggetto che persegue, nel suo cammino, una proiezione che va verso il trascendente. Un tono di luce, già linfa vitale, che richiama la individualità cromatica ma anche l’indovinata espansione di una armoniosa e ricercata tonalità nel perseguire il suo intimo pensiero. La composizione fa pensare ad una coreografia raffigurante il vero nel contorno mnemonico, che ben adatta il reale al simbolismo. Le immagini d’impulso rendono attimi di paradiso e notazioni infernali come il tempo che scorre in contrasti cromatici nel crogiolo di colori. Corpulenti contadini, ieratiche figure di donna, paesaggi dal caldo sud dal centenario ulivo dai tronchi nodosi, sono immagini e metafore. Tanta carica mentale é il filo conduttore dell’espansione emotiva per l’ottenimento di una crescita che fa di Rosario Vesco il fine rappresentante di una pittura aurea e scintillante, comunicativa nella sua espressione. Intuito, vista incentrata nei particolari, tatto sulla tela e gusto nell’assaporare le finezze danno risultati di bravura apprezzati e cercati. Interpretazione e carica di versatile agilità forniscono la solare essenza di un impegno pittorico che, nell’equilibrata struttura d’insieme, raccorda ritmo creativo e coerenza professionale. Segni decisi in colori raffinati ubbidiscono ad un sintetismo necessario nella maestria di un proprio messaggio.
Giuseppe Mendola


In Rosario Vesco l’amore per la terra non è mai venuto meno e mai, sono certo, cambierà l’atteggiamento nei suoi confronti. Come di chi comprende benissimo che la realtà siciliana, gli uomini che l’abitano con i loro sentimenti gli appartengono perché essi non potranno mai diventare, al suo sguardo e ai suoi ricordi, inutili o inerti. E’ indubbiamente un linguaggio pittorico che nasce dal cuore, un sentimento intimo e delicato espresso in una serie di vibrazioni e variazioni cromatiche studiate e nello stesso tempo, quel che più interessa, poeticamente equilibrate. La pittura di Rosario Vesco, viva e immediata, si abbandona liberamente all’espressione pittorica e accordando audacia e misura si colma di malinconia. Quella che pervade l’aria dei campi in fiore, il ricordo delle pecore al pascolo, gli alberi che chiudono nel silenzio i loro giorni. Un lirismo dunque mai esasperato, messo in libertà come significato morale di una scelta. Paesaggi del Sud dove il colore, nella sua essenzialità tonale, è colmo di echi ed ha in sé il potere, oserei dire magico, di una inesauribile suggestione. Un colore riservato e piacevole immerso nella luminosità atmosferica. Va da sé che tutti i suoi paesaggi, ed anche la nature morte, sono all’insegna di un intuito cosciente e di una precisa volontà: quella di sottolineare il senso emergente e il significato virtuale della natura.
Antonio Oberti
Arte Italiana per il Mondo - vol. 15


La prima cosa che colpisce, cattura e affascina nei dipinti del M° Rosario Vesco è l’incredibile “solarità” dei colori proposti e trattati con rara e squisita arte pittorica, dove il rosso si colora di turgidi riflessi, quasi sanguigni, caldi e sensualmente mediterranei, contrapposto al giallo tenue, in moltissime opere da ritenersi inimitabile, indefinibile per questa sua originalissima tonalità che trasfonde luminosità alle sue nature morte inconfondibili, poiché immediatamente attribuibili alla magistrale autenticità dell’Autore. L’apparente, ma voluto disordine logistico delle sue opere, attraverso la disposizione dei soggetti secondo una gradualità tonale ricercata e voluta di rara efficacia e difficile studi, indicano senza possibilità di equivoco, quella suggestione univoca artisticamente dovuta e meritata del M° Rosario Vesco, laddove un cesto colmo a misura, s’avvampa come un vero e proprio braciere accanto alla “sacralità pagana” di una ceramica o coccio non importa, nel momento che si trasforma nella liturgia del quotidiano così mirabilmente e sensibilmente espressa. Quel far piovere la luce tra oggetti e cose, come “irradiata” dall’ispirazione e colta, cristallizzata nel suo momento magico e immediatamente tradotta in essere sul dipinto con rapida ed esaltante esecuzione.
Bruno Mandelli


Ne sorte nell’insieme la forte personalità artistica del M° Rosario Vesco che in una delle sue quotatissime e introvabili ormai nature morte ( mercanti d’arte e collezionisti saccheggiano il suo studio nel nome di illacrimabili “espropri culturali”! ) dicevamo, il M° Rosario Vesco è riuscito a tradurre con un “verismo” in possesso di pochissimi autori contemporanei, financo in un grappolo d’uva accosto ad altri frutti raccolti in un cesto, quel lieve e non sempre traducibile e individuabile “passito” presente nelle uve raccolte e conservate oltre vendemmia. Talento artistico indiscutibile quindi quello del M° Rosario Vesco, ammaestratosi nella rigorosa autodisciplina dell’impressionista di grido che nelle sue opere ci richiama ai valori semplici e inalienabili della natura, come riferimento di equilibrio interiore, sempre più raro in questi aridi tempi che ci risucchiano ineluttabilmente alle soglie del terzo millennio. La dura fatica e il riposo laborioso dell’Uomo, indissolubili e inallontanabili ci vengono ripresentati dal M° Rosario Vesco in quella superba “criniera d’agli” dipinta amorosamente in cascata, appesa al rozzo schienale di una sedia contadina, dove ancora palpita la “traccia” e l’essenzialità di una presenza inequivocabilmente proposta. Solarità e arte avvincente quella del M° Rosario Vesco che indaga sul quotidiano pittorico dei nostri giorni, regalandoci squarci di umanissima emozione con la rara efficacia in possesso di pochi, se non pochissimi Artisti del nostro tempo.
Bruno Mandelli


Conosco il Pittore Rosario Vesco dai tempi della sua “sensuale solarità mediterranea” (di cui si è già scritto), che lo ha imposto all’attenzione della critica e dei collezionisti, sia per la scelta sofferta e univoca dei soggetti, che per la magistrale caratura artistica dell’esecuzione, quando in esemplare cromìa, ci propone l’Uomo e la sua oscura fatica, cogliendo la semplicità dei gesti quotidiani, elevandola alla sacralità del lavoro, qualunque lavoro, come debito incoartabile verso un’illacrimabile società migliore. Si guardino i “mercati mediterranei” luminescenti di quell’aura dorata che attraverso la luce intride l’aria e i luoghi in una trasparenza avvolgente che richiama alla mente posti già visti, ma non immediatamente ricordati. Ritrovo il pittore Rosario Vesco nel momento che attraverso la dura e non facile disciplina dell’acquerello, lui affermato esecutore di olio su tela, affronta con bravura e successo il territorio dei mestieri di cui si va perdendo memoria, laddove rappresenta la paziente e laboriosa opera del contadino impegnato a battere la lama della falce per approntarla a prossime mietiture, in quella pensosa ripetizione del gesto che assume l’accertata, quasi visibile, lentezza del movimento e financo il ritmo e l’intuizione felice per chi osserva, lo scandire metallico del suono.
Bruno Mandelli


I gesti dell’intreccio dei vimini nella positura delle braccia e le mani abili al lavoro, ingrovigliate quasi per magìa assunta attraverso l’esperienza costretta del lavoro, pongono il pittore Rosario Vesco nella veste dell’Artista che riesce ad interpretare con efficacia la dinamica del movimento, raffigurando l’azione sospesa come in “fermo immagine”,ottenendo nel contempo la completezza e lo svolgersi consequenziale dell’inciso. L’innocente sussiego del “Maestro Ceramista” che in punta di pennello arabesca i suoi vasi allineati sul banchetto, fra tende leggere mosse dal vento, salito in cattedra per offrire il suo talento ai turisti in transito alla ricerca di un ricordo al luogo. Queste le poliedriche visioni artistiche sui temi del lavoro, presentate dal pittore Rosario Vesco che si riconferma attento indagatore dell’ “asteroide” Uomo in una sorta di “Codice 2000” alle soglie del terzo millennio. Indimenticabili le sue opere a olio, sempre “solari” e “irraggianti” luce e calde sanguigne tonalità dal quale ne sorte nell’ insieme una forte personalità e caratura artistica invero rara nel popolatissimo arengo pittorico contemporaneo. Caratura artistica indiscutibile quindi, quella di Rosario Vesco, ammaestratosi nella rigorosa autodisciplina dell’impressionista di talento che nelle sue opere ci richiama ai valori semplici e inalienabili dell’Uomo e della Natura.
Bruno Mandelli


. . nell’ infaticabile ricerca artistica del pittoresco e umanissimo territorio delle sue ispirazioni, l’ Artista raggiunge rarefatte dimensioni temporali del vissuto quotidiano, proponendo con magistrale efficacia personaggi, momenti e luoghi, altrimenti misconosciuti, che arricchiscono il patrimonio artistico collettivo. . . . . . la felicità dei soggetti scelti, come sopravvissuti alla ‘ diaspora siciliana’, sembrano posti dall’ Artista come per un censimento dei rimasti, laddove la scorrevolezza del tratto di esecuzione ne colpisce i lineamenti e la serenità del lavoro, chiara dimostrazione della matrice artistica di cui è in possesso. . .
Bruno Mandelli


. . . la ‘ sicilianità ‘ dei soggetti e la cruda inconsueta ricerca degli argomenti narrati e dipinti, senza indulgere all’ oleografia conclamata da altri, trasformano una raffigurazione rurale, delicatamente scelta dall’ Artista, in un epilogo vicinissimo a quel realismo, unicamente ottenibile da talento, sensibilità e Arte . . . Il presepe artistico dell’ Autore si anima di personaggi che, efficacemente ritratti, interpretano con grande semplicità il percorso quotidiano della fatica onesta, tra ulivi contorti in superba campitura e paglie d’ oro tipici di Ribera (Sicilia degli aranci e di profumi intensi), indiscutibile bravura dell’ Artista, è l’ immediatezza del sentimento suscitato e descritto amorosamente attraverso la magia sapientemente distribuita del colore . . .
Bruno Mandelli


La sua “scenografia”, sempre attenta al linguaggio comunicativo, ci viene proposta in un messaggio chiaro e veritiero che ci conduce sul terreno dell’identità dell’autore. Prova ne sono le opere i “Mercati del Sud”, opere di grande valore umanistico, nelle quali l’Autore raccoglie e bene esprime un “momento magico”, per rendere pace alla sua totale emozione...
Lorenzo Vigna


Vom Süden Italiens inspiert sind die Werke von Rosario Vesco. Der Impressionist verzaubert seine Betrachter mit dem großen Farbpanorama seiner Heimat...
Ronald Rupprecht
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