Rosario Vesco

Rosario Vesco
note critiche e recensioni
Giovanna Turiano

Suggestivo è passeggiare lungo i tornanti e le vie ciottolate della Sicilia. - Toccar con mano le antiche tracce per poterne delineare, con colori e sfumature, ogni essenza. - Percorrere coi sensi per poi poter sostare. È questo ciò che fa il nostro artista e ciò che ci induce a fare: sostare - con meticolosa devozione nell’anima della sua Sicilia – rendere vividi i momenti echeggianti d’antichi sapori e mestieri! Danzano nelle sue opere le svariate forme connesse l’una all’altra su diversi livelli e movimentate da mattoni rossi, non sempre lineari; forme incorniciate da brevi scale di pietra, da muri muschiati ricoperti dall’intrigante edera o dai roseti rampicanti. Sono incantevoli le dimore sugli sfondi di austeri profili naturali e selvaggi! Un mix d’essenze è rappresentato dove il passato rinviene magnificamente anche nelle superfici del caldo legno degli arredi screpolato dal tempo. Dettagli – per non interrompere il flusso delle emozioni! Sono raffigurate briciole di vita all’ombra d’un vulcano basaltico, che ogni giorno soffia improbabili nuvole bianche contro l’azzurro del cielo – a due passi dai luoghi più affollati della costa - dove regna antica e bella l’anfiteatrica oasi segreta Tauromenion, spalancata su viti, mandorli e sugli agrumeti dai colori eccentricamente dignitosi.
8 Luglio 2006
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte I
Nell’arredo delle case primeggiano: portali al vento di stoffe damascate fra i bizzarri arabeschi del soffitto e delle pareti – l’angoliera, il divano ricoperto dalla coperta a fiori, e per sedersi, gli scanni di ferla e le sedie incordate. Atmosfere pregne di fascino senza tempo sostano all’ombra dei fichi d’india e degli agavi striati. Sulle terrazze i vasi di basilico e di menta fresca per tirare su col naso ogni volta che si vuole un po’ d’estasi. Tratti e colori riproducono un bouquet naturale dando vita a un morbido rupestre; tratti evidenziano quello che c’era – quello ch’è stato e che ancora, per fortuna non si dimentica. I magazzini, le masserie, i depositi degli attrezzi, l’arte averi e propri spettacoli mozzafiato! – Caratteristiche sono le bancarelle sulle carriole senza ruota colme di peperoni e melanzane – fra odori e fragranze della terra. Sapori, mielati dal sole di ogni stagione, stesi sugli scanni e sui vimini intrecciati e poi, sui tavoli e alle pareti s’atteggiano le “loro maestà”, la gattopardiana porcellana bianca e la ceramica, signora da secoli.
8 Luglio 2006
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte II
La ricca rappresentazione delle nature morte, tratte dalle mensole di umili buffet, è espressione di alta arte pittorica mista a pazienza e passione ed è pervasa da un nobile lirismo da cui trapela l’animo immensamente poetico dell’artista. Il gioco dei riflessi che scaturisce dall’accostamento della frutta ai fiori e viceversa agli oggetti come casualità - cela sapienza, accuratezza nella ricerca d’una semplicità schietta e raffinata. Eccellenti sono anche i contrasti negli ambienti tra il verde muschio, il rosso porpora e il bianco dei copritavolo e dei copriletto lindi. E’ regale il trepitio di sfumature fra i broli dell’antica Panormus e le costruzioni solide d’una massa rosa e d’ocra, incastonata come gemma nelle roccia, per la quale fa da cornice, l’azzurro del mare di Cefalù. Tutto sembra morescamente antico, ma è reale per la felice combinazione di raffinate casualità. La circostanza di sbiadite gradazioni cromatiche sottolinea nella veridicità delle essenze, l’ingenuità del tratto ammorbidito, e svela la grandezza delle piccole cose pregiandone ogni ambiente.
8 Luglio 2006
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte III
Contorni d’ocrazzurro ci conducono ad estasianti e poetiche pervinche. E’ tutto un continuo catturare e rimandare la luce al suo posto nel momento giusto, dove più abbisogna ai sensi. V’è superbamente rappresentato il perfetto equilibrio fra buio e luce, fra oblio e presente. Sono catturati in modo esemplare dal nostro artista, gli effetti di risultati cromatici inattesi, insiti nella più bella “gemma” del Mediterraneo; trapela dalle sue opere una raffinata esplosione di colori corposi e vellutati – v’è quell’arabesco celato che seduce! Filo conduttore di tutte le opere è il gioco di poetici rimandi che attrae gli occhi di chi guarda. Persino dalla teatralità della “riccioluta” messa in scena della vita s’innalza un delicato e corposo lirismo che va dal passato al presente. Tutto ha una grazia squisitamente silenziosa! Dopo un anacoluto pellegrinare attraverso le opere del nostro artista, fra i colori tipici delle tradizioni – dato che sono forti le suggestioni che s’innalzano se si guarda in fondo all’anima dell’isola dopo avervi sostato – allora si va – fra i suoi tornanti biondi a rimbambire i sensi.
8 Luglio 2006
LA SICILIA DI ROSARIO VESCO Introduzione di Giovanna Turiano per la Personale di Taormina - Parte IV
Mi piacerebbe, stasera, aprire il gentilizio d’inaugurazione della mostra di Rosario Vesco ricordando Paul Eluard, esponente della letteratura francese, vissuto nella prima metà del ‘900 e definito dai critici il poeta dell’immediatezza. La sua poesia é un continuo “portare alla luce la coscienza umana” la sua poesia è chiarezza. Ecco le ultime battute tratte dalla prosa “La poesia è contagiosa”. “Nessuno ha bisogno di nascondersi – nessuno ha bisogno di mentire, - non c’é più nulla da rubare, - non c’è più niente da rinnegare. Non ci sono più intellettuali, né operai manuali per stimarsi o disprezzarsi a seconda che abbiano le tasche vuote o piene da scoppiare. – Il passato è un uovo rotto, - il futuro un uovo da covare, il presente invece è il mio cuore e il suo è un ritmo eterno”. Un ritmo eterno nel mondo reale - ... cos’è il mondo reale per Rosario Vesco? E’ un viaggio nell’essere – nelle cose che cambiano persino i sentieri dell’armonia – di “quell’armonia imbottita di smanie fino a perdersi nei lunghi viali dell’infinito”.
13 Marzo 2004
"Mondo reale" a cura di Giovanna Turiano Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte I
Il nostro artista volge il suo sguardo sui viali del mondo, del mondo per quello che realmente appare, comprese le innumerevoli e sottese sfumature velate d’oblio. Sui viali dell’infanzia, della giovinezza, tenerezze prima confuse poi spaventate s’alternano - ...ed eccoli pronti, lì, tatuati nell’anima avanzi in qualche spicchio di sole e di facce bianche o vermiglie d’ira e d’amore! - Lo sguardo si modifica in linguaggio, quel linguaggio che unisce, momenti e mutamenti. – E’ il linguaggio delle sensazioni, decisamente! - ...e le sensazioni si colorano, sfumano, sbiadiscono a volte – ma tale linguaggio coinvolge soltanto colui che sa “sentire”, che sa “custodire”, solo così il mistero, l’incanto diventano fiori sparsi su ogni viale. – Che meraviglia! E il dolore? – Al dolore spesso s’accosta la bellezza nella nudità del corpo “lacci inspiegabili, libere vibrazioni, inconfondibili – incontenibili, antichi passi sono le forme e le membra”! Esplorare! Rosario lo fa ormai da tanti anni. Il suo è un continuo cercare e ricercare, vedere e rivedere – Un’analisi continua di sagome accostate – distese – avvinghiate l’una all’altra, profumate dal lieve soffio dell’aria. – Cercare – senza tregua – persino nell’istante irrepetibile le cause profonde d’ogni conflitto, le incognite del nostro tempo!
13 Marzo 2004
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte II
Teste di terracotta – palpebre spesse – corpi di pietra e mentre i colori si amalgamano, la Musa é inquieta, la Musa – la Musa pensante, suggeritrice al di là di codici obbligati – e tutto brama, arde e a volte tutto è un dolcemente inesploso – come un’epifania! Non c’é stasi! Nessuna espressione sfugge, nessun movimento! Il nostro artista interpreta e traduce i “duri ciottoli” sparsi su ogni viale; l’accadere di questo o di quell’evento. Le sue mani: eleganti farfalle intente a permeare “questa vita dai vicoli lunghi e stretti, dai giorni lisci e spinosi, striati come foglie d’agave”. Tutta l’opera è decisamente affascinante, coinvolgente! – S’innalza da essa un discorso amorevole, delicato, tenero, destinato ad ispessirsi nel mondo reale. Coni d’ombra sono rischiarati, portati alla luce – ogni immagine canta lo stridore del giorno così com’é, senza fronzoli, nella sua titanica essenza. In punta di piedi Rosario entra nell’anima del mondo per sentire il suo cuore. – Anche il ricordo più antico ha un’anima, sì, il ricordo! “Antico ricordo senza tramonto nella mia mente spunti come l’alba!” Tutto si trasforma in immagini, tutto!
13 Marzo 2004
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte III
Jung ci dice che: “il pensiero per immagini è primario” ... mentre molto prima Paracelso asseriva: “il linguaggio non é nella lingua ma nel cuore”. E’ nel cuore che si trova la verità! – La verità che ci arriva dal silenzio, dal di là di esso: “al di là del silenzio, dal cuore, taciturni accenti della verità.” Abbiamo bisogno di verità – è necessaria, basta saperla individuare, questo è il punto! La verità quindi, come necessità – necessità epistemologica – come modo di sentire i sensi per poi poter arrivare dritto nell’anima del mondo. La verità fa bella la notte, la stella più lontana, il precipizio più profondo, il nero abisso, la goccia, il vetro rotto. E’ questo l’obiettivo prefissato molti artisti, compreso Rosario! – La Verità! Tutta l’opera del nostro artista è un tessuto pregiatissimo su cui sono ricamati con vera maestria ogni sorta di spiegazione, accordi, malintesi, sfide, tradimenti, e non è di meno anche la sottile inquietudine, acuta e raffinata signora, padrona d’ogni comune mortale – e poi l’Amore, l’Amore nell’Amore; ma quello che appare ben ricamato è il giro del tempo, Colore e materia si fondono! Sentimento e un fantastico reale vibrano! E la spontaneità per fortuna esiste, - prevale su tutto! Non è spina nel fianco, una voglia inventata, una perla ammuffita.
13 Marzo 2004
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte IV
La spontaneità nella descrizione degli avvenimenti, delle cose, dei fatti, d’ogni esile incoscienza cattura, da “quel senso che non guasta e dà sapore” – e poi, l’incisività del tocco pittorico modella corpi, spazi e anche le attese più lunghe, tutto ha musicalità e tinte incredibilmente unici. E’ la vita che abita il mondo reale, la vita – inquilina perenne e di lei e in lei è giusto immaginare sognare che sia un dipinto bellissimo, una magnifica poesia che ci affida ogni avverbio pieno di sole per poter percorrere anche i lunghi viali del silenzio. “Nel giro del tempo sogni differenti. Linee d’ombra confondono anche i semplici ricordi E le immagini hanno voce il cui timbro ci scuote. Gli sguardi vanno nell’attimo Come va un gatto in giardino fra tinte e sfumature, tutto prende corpo, tutto il mondo reale persino le immagini mute, silenti.”
13 Marzo 2004
"Mondo reale" di Giovanna Turiano - Gentilizio della Personale “Real World” di Rosario Vesco Villa Casati - Cologno Monzese (MI) - Parte V
Ciò che trapela dall’opera pittorica di Rosario Vesco é certamente il bisogno irresistibile di liberare una forte energia creativa ma é che da essa si distacca una sorte di dialogo che vuole essere per tutti, profondo messaggio... e lievita, così, un certo fascino misterioso – direi – quel fascino dove l’identità dell’artista risulta avvolta da poesia. Poesia e Pittura: un connubio speciale, incantevole! I colori si tramutano in parole, in essenze, sfumature, fragranze! Vibra l’emozione! Vibrano geometrie, forme, diacronie. Vibra l’amorfo! E’ tutto un respiro – un inno! Tutto é armonia, come de si ascoltassero gli elementi di un’orchestra ben affiatati! L’armonia é la lirica più bella che s’alza dai colori e danza, danza, danza... un flamenco di sole passo, passo – tutto nell’attimo, morido – tutto si tramuta in battito dalle cromature emotive! E’ una danza tangibile, visibile dell’istante... e io, che qualche volta ho avuto il mio “sole” lontano, ho scritto di desiderarlo, l’ho amato e l’ho invocato, gli ho parlato: “Lasciami guardare, Sole, la notte quando tu finisci, lasciami guardare l’immagine tremante di una stella che s’addormenta mentre stai per arrivare, ti prego, lasciami guardare un’altra volta la favola del giorno che comincia!” L’artista sa descrivere in maniera esemplare la bellissima favola del giorno che “danza nel sole” – in un sole che si nasconde, che giova a mosca cieca fra i viali alberati di Oreno e se il sole non c’è lo si immagina, lo si sente: “Ti sento come soffio di vento tra spirali d’ombre.”
7 Febbraio 2004
“Danza nel sole” a cura di Giovanna Turiano - Presentazione della personale di Rosario Vesco, Sala Mostre di Villa Fornati Banfi, Carnate (Mi) - Parte I
Immaginare e immaginare, quindi, di vederlo in ogni cosa del creato: acqua, cielo, prati, monti, colline, casolari col cuor nero, mercati affollati d’ogni primizia, acerba e matura – e come so tutto ciò non bastasse, scopriamo che di camuffa bene in ogni sfida che la vita ci sbatte sul muso, nei momenti di seduzione, di passione, in mezzo alle strade che aspettano la buiezza della tenebra più elegante. - Immaginare un tutto che danza nel sole come lievi carezze, lievi carezze del tempo (una) Soave, nostalgica marea (di carezze) che al salutar della vita ha fine. L’opera é un affascinante gioco di colori dal quale trapela che l’anima esprime la vita e l’artista ha saputo tradurre i corpi della differenza, linee e sfumature e ogni riflesso in pieno splendore, emozionando. Tutto ha voce di poesia! Ogni espressione é ellittica, sospesa, effusa, protesa, - è appesa nel cuore di chi “sente” ritmo e vibrazione, - é tatuata, indelebile anche quando si è in bilico perchè ci appare il cielo capovolto! Ogni espressione, che vuole essere unica in ogni dimensione è pura speranza perché irrorata e irradiata da un sole che pulsa frenetico anche se, a volte, l’ombra, il chiaroscuro, la tenebra, il buio più fitto sono note stonate. Quello che più conta è che: “Nessuna notte può impedire al sole di sorgere un’altra volta” - Non é mai accaduto!.
7 Febbraio 2004
“Danza nel sole” a cura di Giovanna Turiano - Presentazione della personale di Rosario Vesco, Sala Mostre di Villa Fornari Banfi, Carnate (Mi) - Parte II
Desideri, sensazioni, i sentimenti, in te, tratti; di sogno in sogno colori rapidi gerani da un balcone con vista sull’anima: complimenti per il paesaggio
Maggio 2002
Giovanna Turiano - Vimercate