Rosario Vesco

Rosario Vesco
note critiche e recensioni
Luciano Giuseppe Volino

... La profondità materica delle sue nature morte, quella ricerca corposa ed intensa della luce sia che attraversi momenti di riflessione o divenga il punto focale di scelte a lungo pensate e meditate. Indubbiamente un itinerario creativo personalizzato al massimo. la sostanza di idee razionali e concise, il senso medesimo d’un equilibrio pittorico diviso tra impressione e ragione, la consistenza della verità nel prendere sulla tela il posto assegnatole. Ovvio, allora, com’egli sia “un cantore” di temi specifici ed appropriati nei quali ben volentieri riversa la propria anima, il sentore d’una disponibilità attenta ed oculata, il pregio d’una coloristica quale raramente è dato osservare, ma specialmente la simbiosi affettiva d’una attenzione profonda che proprio nelle nature morte si fa’ vita e realtà.
20 Settembre 1996
Lodi - “Primapagina”
... Con Rosario Vesco, invece, veniamo coinvolti da un processo pittorico, di significazione verista, un processo che sposa momenti di riflessiva spiritualità ad altri di certezze materiche, complice una ricerca di base, la sostanza di temi specifici e di pregio. Temi che partendo da una codificazione estetica e rappresentativa, divengono a loro volta l’anima di nature morte, la pacatezza d’una creatività nel piacere d’una gioia tutta personale, d’una riservatezza intima e delicata, dedita sempre alla valorizzazione di quelle realtà che in lei trovano rifugio e calore. Saranno poi le tinte e sfumature, le artefici ultime, di immagini morbide e deliziose nell’ovattata cornice d’una parabola artistica che è già grande ed intensa...
19 Luglio 1996
Lodi - “Primapagina”
... il principio d’una struttura cromatica accesa e passionale, evidenzia il “sentire” artistico d’una mano, portata a livelli di ragguardevole creatività. Soprattutto si e’ coinvolti da una pittura verista, dalla consistenza d’una produzione sviluppatasi lungo una meta ben precisa, dalla sovranità di soggetti assai bene ritratti nella loro unicità e singolarità. Donde una lettura stupefacente e serena di visioni nel nome di “nature morte”, un progredire di pagine deliziose ed affascinanti nel passaggio delle stagioni...
31 Marzo 1995
Lodi - “Primapagina”